L’ABBRACCIO

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L’abbraccio

L’abbraccio è un’opera di Maralba Focone in cui il sentimento e il conforto fanno da contraltare alla disperazione e al bisogno.

di Pasquale Di Matteo

Maralba Focone realizzava quest’opera qualche tempo fa, in un mondo in cui i bambini si rincorrevano per le strade e gli adulti inseguivano ciascuno la propria chimera per assomigliare agli eroi esplosi dalle pubblicità, a quei ragazzi finti e perfetti, alla guida di auto di lusso o ben vestiti in ville da sogno.

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Eppure, quest’opera sembra tremendamente attuale per la potenza con cui evoca il bisogno di aiuto, di aggrapparsi a un’ancora di salvataggio da parte di chi non ce la fa, perciò vive nella disperazione.

Allora, il fanciullo che si avvinghia alla madre è metafora del bisognoso che cerca aiuto e salvezza, elemento enfatizzato dalle caratteristiche mani con le dita allungate, a forma d’artigli.

La monocromia che stilizza le figurazioni, consegnando a chi osserva una visione onirica, rappresenta l’essenza delle cose, il desiderio dell’artista di scavare a fondo, liberando l’anima delle persone, senza fermarsi all’immagine esteriore.

Quell’immagine diventata la bibbia del nostro tempo e che, purtroppo, è facile che nemmeno il dramma del covid-19 possa ridimensionare.

Infatti, è bastato un esserino tanto piccolo da non poter essere individuato a occhio nudo per mettere in ginocchio tre quarti di mondo, comprese le nazioni più ricche e tecnologicamente avanzate, eppure c’è ancora chi pensa di riprendere la vita come se nulla fosse accaduto, come se esistessero persone di seria A e di serie B, a seconda del gonfiore dei rispettivi portafogli.

E, oggi più che mai, la Focone ci invita a non fermarci all’aspetto di chi incontriamo, a non pensare immediatamente a un pericolo, alla possibilità che l’altro sia per forza veicolo di trasmissione di una malattia, che sia sbagliato o che chissà cosa voglia farci, ma ella ci raccomanda di andare oltre il senso visivo, chiamando in causa il cuore.

In un tempo in cui molti giocano a fare le spie, a denunciare il vecchietto che passeggia sotto casa, senza curarsi del fatto che, magari, quello viva in un monolocale di venticinque metri quadri, dimostrando che il vicino di casa è visto più come un nemico che come una persona da aiutare, l’artista ci implora, invece, di ritrovare un minimo di umanità.

L’abbraccio di Maralba Focone è il filo con il quale l’artista lega i sentimenti dell’anima al sogno, con la speranza di poterli traslare alla vita reale, un’opera che incarna lo stile unico e inconfondibile dell’artista torinese, nonché la peculiarità del messaggio, volto a sviscerare le controindicazioni del nostro tempo, nella sua costante e ammirevole attenzione per i più deboli.

Pubblicato da Pasquale Di Matteo, Critico d'Arte

Critico d'Arte (Pittura, Musica, Letteratura, Cinematografia) e Curatore di eventi d'Arte Contemporanea, nonché narratore e saggista, scrive di Arte, di Attualità e di Musica su testate online; collabora con diverse gallerie e alcuni curatori in tutta Italia. E' il critico rappresentante dell'organizzazione artistica giapponese Reijinsha.

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