ASTRALE: IL PIANO DELLE EMOZIONI

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ASTRALE: IL PIANO DELLE EMOZIONI

Maralba Focone declina in quest’opera la sua visione del mondo, in queste settimane concitate, raccontando tormenti e giudizi scaturiti dall’elaborazione dell’anima, attraverso il suo particolare utilizzo della sintassi del colore.

di Pasquale Di Matteo

In un momento non certo facile per tutti gli esseri umani, in una circostanza che dimostra quanto siamo molto più piccoli di tante logiche e troppe priorità sulle quali avevamo tutti creato il mondo moderno, ecco che l’arte riesce a sviscerare l’essenza delle cose.

Maralba Focone, attraverso il suo inconfondibile stile, parla di emozioni, di sentimenti, di abbracci, con la solita visione esoterica della figurazione.

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ASTRALE, di Maralba Focone

ASTRALE è il titolo di quest’opera e, proprio come il primo piano che si incontra al di là della dimensione umana, i contorni di quest’abbraccio sono distorti e non contengono un’immagine pertinente con quanto ambito del senso visivo, ma racchiude l’anima di una madre che stringe a sé il proprio bimbo, con artigli al posto delle mani, a testimoniare il bisogno viscerale di amore e di stringere a sé per confortare, ma, allo stesso tempo, per ricaricare l’anima di tutte le emozioni scaturite dal contatto umano.

In un momento in cui dobbiamo mantenere le distanze, la grandezza dei rapporti umani si comprende meglio, quella fatta di strette di mano, di pacche sulle spalle, di abbracci, di baci, di effusioni.

L’artista torinese racconta il suo messaggio con il suo inconfondibile stile, senza orpelli, senza vezzi, né velleità di dimostrare tecniche sopraffine, ma usando la raffinatezza della sua spatola, capace di rappresentare i mondi onirici della sua anima, trasformandoli in esaustive metafore del nostro tempo.

Maralba Focone racchiude tutto ciò in questa figurazione che agita un blu che tende al viola e il bianco, manifestando la necessità di ancorarci alla meditazione e alla parte spirituale di ciascuno, senza abbandonare la speranza per il domani.

La saggezza e la meditazione del blu miscelati al rosso delle passioni e dell’amore, fino a svilupparsi nel bianco, colore del cambiamento e della speranza: questa è la grammatica del colore di quest’opera.

La madre pende in avanti, come se il bambino fosse troppo pesante per la sua mole esile, ma anche in virtù del peso specifico dell’amore e degli affetti.

Non c’è distinzione di colori o di tratti tra la madre e il bambino, stratagemma attraverso il quale l’artista torinese ci dimostra che gli esseri umani sono tutti uguali, senza distinzione di genere, età o etnia.

Quest’opera, in fondo, è un inno alla parte più vera dell’umanità, quei sentimenti e quegli affetti che troppe volte releghiamo in secondo piano per esigenze legate al progresso, alla crescita e/o per raggiungere status che i media ci propongono come positivi.

Nelle sue due figure, strette in un abbraccio tra i più veri e sinceri di tutta la vita, Maralba Focone racchiude l’essenza stessa dell’umanità, suggerendoci da dove ripartire quando l’emergenza sanitaria sarà finita, perché, come ormai appare evidente, nulla sarà più come prima.

Pubblicato da Pasquale Di Matteo, Critico d'Arte

Critico d'Arte (Pittura, Musica, Letteratura, Cinematografia) e Curatore di eventi d'Arte Contemporanea, nonché narratore e saggista, scrive di Arte, di Attualità e di Musica su testate online; collabora con diverse gallerie e alcuni curatori in tutta Italia. E' il critico rappresentante dell'organizzazione artistica giapponese Reijinsha.

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